È sicuro riutilizzare ogni giorno le bottiglie di plastica? Cosa controllare prima di riempirle

Monday 8 June 2026 17:00 - Adèle Peyches
È sicuro riutilizzare ogni giorno le bottiglie di plastica? Cosa controllare prima di riempirle

Ammettiamolo: lo abbiamo fatto tutti almeno una volta.

Finire una bottiglia d'acqua, riempirla nuovamente dal rubinetto e metterla in borsa prima di andare al lavoro, in palestra o durante una passeggiata. È una soluzione pratica, economica e, in molti casi, sembra anche una scelta più sostenibile.

Eppure, dietro questa abitudine molto diffusa continuano a emergere dubbi e interrogativi: riutilizzare una bottiglia di plastica è davvero sicuro? La plastica può rilasciare sostanze nell'acqua? E cosa succede ai batteri che si accumulano con il passare del tempo?


Perché le bottiglie di plastica usa e getta non sono pensate per essere riutilizzate?

La maggior parte delle bottiglie d'acqua in commercio è realizzata in PET 1, abbreviazione di polietilene tereftalato.

Si tratta della classica plastica trasparente utilizzata per la maggior parte delle bottiglie di acqua minerale. È molto apprezzata perché leggera, resistente, trasparente e abbastanza stabile. In pratica, possiede tutte le caratteristiche ideali per trasportare e conservare l'acqua.

Tuttavia, queste bottiglie non sono composte esclusivamente da PET. Durante la produzione vengono aggiunti diversi additivi che servono a migliorarne la resistenza, la flessibilità e la durata.

Ed è proprio su queste sostanze che si concentrano molte delle preoccupazioni degli esperti.

Le sostanze che possono trasferirsi nell'acqua

Tra gli additivi utilizzati in alcune plastiche alimentari figurano composti appartenenti alla famiglia dei bisfenoli e degli ftalati, sostanze studiate per i possibili effetti sul sistema endocrino.

Anche se alcune molecole, come il bisfenolo A, sono state vietate nell'Unione Europea, in molti casi sono state sostituite da composti simili che continuano a essere oggetto di ricerca.

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda il fatto che solo una parte delle sostanze utilizzate nelle plastiche alimentari è regolamentata in modo specifico. Inoltre, alcune di esse possono migrare nell'acqua quando la bottiglia viene esposta a determinate condizioni.

I principali fattori di rischio sono il calore e l'esposizione prolungata alla luce solare.

Lasciare una bottiglia d'acqua per ore all'interno dell'auto durante una giornata estiva, ad esempio, non è certamente una buona abitudine.

Microplastiche: perché gli esperti invitano alla prudenza?

Negli ultimi anni l'attenzione si è concentrata anche sulle microplastiche.

Si tratta di particelle microscopiche, invisibili a occhio nudo, che possono finire nell'acqua quando la plastica si deteriora gradualmente.

Più queste particelle sono piccole, maggiore potrebbe essere la loro capacità di entrare in contatto con l'organismo.

Gli scienziati stanno ancora cercando di comprendere con precisione quali siano gli effetti a lungo termine sulla salute. Una certezza, però, esiste: le microplastiche sono presenti nell'ambiente e possono essere rilevate anche nell'acqua.

È importante ricordare che il rischio non dipende esclusivamente dal numero di volte in cui una bottiglia viene riempita. Anche una bottiglia nuova, se lasciata a lungo in un ambiente caldo o esposta al sole, può favorire il rilascio di particelle e sostanze indesiderate.

Batteri nella bottiglia: il rischio che molti sottovalutano

C'è poi un altro aspetto spesso discusso: la proliferazione batterica.

Ogni volta che beviamo direttamente dalla bottiglia, introduciamo al suo interno batteri naturalmente presenti nella bocca.

Nella maggior parte dei casi non si tratta di un problema, poiché appartengono alla nostra normale flora batterica.

La situazione cambia quando la bottiglia rimane per molte ore a temperatura ambiente, soprattutto durante i mesi più caldi. In queste condizioni, i microrganismi possono moltiplicarsi rapidamente.

Il risultato può essere un'acqua dal sapore alterato e, nelle persone più sensibili, qualche lieve disturbo digestivo. Il rischio aumenta ulteriormente quando la stessa bottiglia viene utilizzata per giorni senza essere lavata in modo adeguato.

E diciamolo sinceramente: quante persone puliscono davvero a fondo una bottiglia usa e getta prima di riutilizzarla?

Borracce e contenitori riutilizzabili sono davvero più sicuri?

In linea generale sì, purché vengano puliti regolarmente.

Anche una borraccia trascurata può trasformarsi in un ambiente favorevole alla proliferazione dei batteri.

La differenza principale è che i contenitori riutilizzabili sono progettati per sopportare un utilizzo quotidiano e lavaggi frequenti, mentre le bottiglie monouso non sono state pensate per durare nel tempo.

Le soluzioni considerate più affidabili sono generalmente le borracce in acciaio inox o le bottiglie in vetro, materiali più robusti e adatti a un uso ripetuto.

Riempire una bottiglia una o due volte è pericoloso?

Molte persone riutilizzano occasionalmente una bottiglia di plastica senza riscontrare conseguenze immediate.

Tuttavia, gli esperti consigliano di non trasformare questa pratica in un'abitudine quotidiana.

Il rischio aumenta soprattutto quando la bottiglia viene lasciata al caldo, rimane per giorni in una borsa o non viene pulita correttamente.

Se è necessario riutilizzarla in modo occasionale, alcuni semplici accorgimenti possono aiutare a ridurre i potenziali rischi:

  • Evitare di lasciare la bottiglia sotto il sole o all'interno di un'auto calda.
  • Non utilizzarla per più giorni consecutivi.
  • Sciacquarla regolarmente dopo l'uso.
  • Sostituirla immediatamente se presenta graffi, deformazioni o segni di usura.

In definitiva, il problema non è tanto riempire una bottiglia una seconda volta, quanto l'accumulo di comportamenti scorretti che possono favorire il deterioramento della plastica e la proliferazione di microrganismi.

Adèle PeychesAdèle Peyches
Responsabile editoriale che non vede l'ora che arrivi l'inverno per mangiare fondue! Appassionata di gastronomia e sempre alla ricerca di nuove perle culinarie, ho prima studiato giurisprudenza prima di tornare al mio primo amore: il gusto dei buoni prodotti e il piacere di condividere a tavola :)

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