È tossica la cannella che hai nella tua dispensa? Questa varietà di uso comune potrebbe danneggiare il tuo fegato senza che tu lo sappia

domenica 4 gennaio 2026 08:44 - Patricia González
È tossica la cannella che hai nella tua dispensa? Questa varietà di uso comune potrebbe danneggiare il tuo fegato senza che tu lo sappia

Bisogna davvero preoccuparsi di mettere la cannella ovunque? La risposta non è un semplice sì o no. Tutto dipende da due fattori chiave: la quantità che consumi e il tipo di cannella che utilizzi.

Perché, anche se la chiamiamo sempre allo stesso modo, non tutte le cannelle sono uguali. Una in particolare, la più diffusa sugli scaffali dei supermercati, contiene un composto naturale che, se assunto in eccesso, può rappresentare un rischio per il fegato.



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Cannella a tavola: un gesto quotidiano che sembra innocuo

Aggiungere un pizzico di cannella al caffè, allo yogurt o all’avena dei bambini è un’abitudine che sa di casa e di comfort. È profumata, avvolgente e spesso associata a uno stile di vita sano. Tuttavia, quando questo gesto diventa quotidiano, vale la pena fermarsi un attimo e porsi una domanda importante: che tipo di cannella stiamo usando davvero?

Cannella cassia e cannella di Ceylon: perché non sono tutte uguali

In Italia, la maggior parte della cannella in polvere che troviamo nei supermercati appartiene alla varietà cassia. È più economica, dal gusto più deciso e dal colore più scuro. Accanto a questa esiste la cannella di Ceylon, più chiara, più delicata e anche sensibilmente più costosa.

La differenza principale tra le due riguarda la cumarina, un composto naturale presente nella cassia in quantità molto più elevate rispetto alla cannella di Ceylon. La cumarina, se assunta in grandi quantità e per lunghi periodi, può rappresentare un rischio per il fegato nelle persone più sensibili.

Bisogna eliminare la cannella dalla dieta

La risposta è no. Il potenziale rischio non dipende dalla cannella in sé, ma dalle modalità di consumo.

  • Nella cucina tradizionale italiana, dove la cannella viene usata in modo occasionale, come nel riso al latte, nelle creme dolci o in alcuni dessert fatti in casa, il consumo di cassia non crea particolari problemi
  • L’attenzione dovrebbe aumentare quando la cannella entra nella routine quotidiana, ad esempio nel caffè del mattino, nel frullato pomeridiano o nell’avena della colazione. Se in questi casi si utilizza sempre cannella cassia, l’assunzione di cumarina può facilmente superare i livelli considerati sicuri.

Come scegliere la cannella giusta e usarla con consapevolezza

La soluzione non è eliminare la cannella, ma imparare a riconoscerla e a dosarla in base alla frequenza di consumo.
Per capire quale cannella stai acquistando, presta attenzione a questi aspetti:

  • Etichetta: Il metodo più sicuro è controllare la denominazione botanica. Se trovi indicato Cinnamomum verum o cannella di Ceylon, si tratta della varietà più pregiata. Se compare solo la dicitura cannella, nella maggior parte dei casi è cassia.
  • Aspetto: Nella versione in stecche la differenza è evidente. La cannella di Ceylon è composta da bastoncini sottili e fragili, formati da più strati arrotolati. La cassia, invece, appare come un tubo spesso e compatto, formato da un solo strato.
  • Prezzo:La cannella di Ceylon ha un costo più elevato, ma rappresenta una scelta più sicura se viene consumata ogni giorno.
  • Cannella in polvere: Qui la distinzione è più complessa, ma esiste un piccolo trucco. Se aggiunta all’acqua calda, la cassia tende a depositarsi sul fondo con una consistenza sabbiosa, mentre la cannella di Ceylon risulta leggermente più densa e viscosa grazie al maggiore contenuto di fibra.

Il punto fondamentale da ricordare

In Italia, la cannella resta per lo più un tocco aromatico e non un ingrediente usato in grandi quantità. Un riso al latte fatto in casa, una crema profumata o un caffè speziato non sono certo sufficienti a trasformarla in un problema per la salute.

Le abitudini, però, stanno cambiando. Sempre più persone aggiungono cannella ogni giorno all’avena della colazione o alle bevande calde. In questo contesto è utile fare una scelta consapevole. La varietà più diffusa nei supermercati è la cassia, ricca di cumarina, un composto che in eccesso può affaticare il fegato. Non serve allarmarsi, ma informarsi sì. Per un uso occasionale non esistono rischi concreti, mentre per un consumo quotidiano la cannella di Ceylon, meno comune e più costosa, è un’opzione decisamente più delicata per l’organismo.

Patricia GonzálezPatricia González
Appassionata di cucina e buon cibo, la mia vita si muove tra parole ben scelte e cucchiai di legno. Responsabile, ma distratta. Giornalista e redattrice con anni di esperienza, ho trovato il mio angolo ideale in Francia, dove lavoro come redattrice per Petitchef. Adoro il bœuf bourguignon, ma mi manca il salmorejo di mia madre. Qui, combino il mio amore per la scrittura e i sapori succulenti per condividere ricette e storie di cucina che spero possano ispirarti. La tortilla, mi piace con cipolla e poco cotta :)

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