La cannella è deliziosa o insopportabile? La risposta è scritta nel tuo DNA

Friday 9 January 2026 08:40 - Mirella Mendonça
La cannella è deliziosa o insopportabile? La risposta è scritta nel tuo DNA

Sentite l’odore della cannella e vi sentite subito avvolti da una sensazione di benessere, come se bastasse quel profumo per riportarvi ai dolci appena sfornati, alle cucine di casa e ai ricordi dell’infanzia? Oppure, al contrario, storcete il naso, avvertite uno strano bruciore in fondo alla gola e vi chiedete sinceramente come possa piacere a così tante persone?

Credetemi: nessuna di queste reazioni è esagerata o “sbagliata”. Anzi, entrambe hanno una spiegazione sorprendente. Oggi la scienza suggerisce che il modo in cui percepiamo l’odore della cannella non dipende solo dal gusto personale o dalle esperienze vissute, ma potrebbe essere influenzato anche da qualcosa di molto più profondo: il nostro DNA. In altre parole, il vostro rapporto con la cannella potrebbe essere scritto, almeno in parte, nei vostri geni.


Cannella: perché è una spezia che divide tra amore e odio

La cannella è una delle spezie più antiche e diffuse al mondo. La troviamo nelle ricette tradizionali, nei dolci invernali, nelle bevande natalizie e persino nella profumeria. Eppure, nonostante la sua popolarità, è anche una delle spezie più divisive in assoluto.

C’è chi la descrive come calda, dolce e rassicurante, capace di evocare subito comfort e ricordi d’infanzia. Altri, invece, la trovano troppo intensa, aggressiva o addirittura nauseante. Una polarizzazione netta che, sorprendentemente, non dipende solo dal gusto personale.

La cosa curiosa è che questa profonda divisione potrebbe avere una spiegazione scientifica molto più precisa: il modo in cui percepiamo la cannella potrebbe essere influenzato dalla genetica.

Il ruolo dei geni nel gusto e nell’olfatto

Per comprendere questa relazione, è importante sapere che gusto e olfatto sono sensi complessi e profondamente influenzati dalla genetica. Nel nostro DNA esistono geni che codificano per i recettori gustativi e olfattivi, responsabili del modo in cui il cervello interpreta sapori e aromi.

Nel caso della cannella, il suo profumo caratteristico è dovuto principalmente a una molecola chiamata cinnamaldeide. È questa sostanza a darle quell’aroma inconfondibile che molti associano al Natale, ai dolci fatti in casa e alle spezie “di conforto”. Ma non tutti la percepiscono allo stesso modo.

La ricerca suggerisce che alcune persone possiedano varianti genetiche che rendono i recettori olfattivi più sensibili alla cinnamaldeide. In pratica, mentre alcuni avvertono un profumo dolce e piacevole, altri percepiscono una nota chimica, pungente e quasi “bruciante”. Per questo secondo gruppo, la cannella può risultare davvero sgradevole.

Cannella e gene del rigetto

Uno studio pubblicato nel 2020 ha individuato un locus genetico associato alla capacità di percepire l’odore della cannella. Le persone con determinate variazioni in questa specifica area del DNA hanno mostrato reazioni molto diverse allo stesso stimolo aromatico. In altre parole, il vostro patrimonio genetico può stabilire se la cannella vi farà venire fame… o mal di testa.

Questa scoperta si aggiunge ad altre già note, come il gene che influenza la percezione del coriandolo (per alcuni fresco e delizioso, per altri simile al sapone) o il gene TAS2R38, che incide sulla sensibilità all’amaro di alcune verdure.

Oltre il gusto: la scienza dei sensi e dell’identità

Comprendere queste differenze non serve solo a soddisfare una curiosità scientifica. Ci ricorda anche che il gusto non è una scelta completamente razionale: è il risultato di un intreccio tra memoria, emozioni, cultura e biologia.

Questo cambia il modo in cui giudichiamo le nostre preferenze e quelle degli altri. Forse il vostro amico non è “difficile” perché non ama la cannella, ma la percepisce in modo radicalmente diverso dal vostro.

Inoltre, questa individualità sensoriale apre nuove prospettive in ambiti come la nutrizione personalizzata, la gastronomia e il marketing alimentare. Capire come diversi profili genetici reagiscono ai sapori potrebbe trasformare il modo in cui vengono sviluppati prodotti, ricette ed esperienze culinarie.

È possibile cambiare idea sulla cannella?

La risposta è: forse. Sebbene la genetica influenzi in modo significativo le nostre percezioni, il cervello umano è plastico. Con il tempo, l’esposizione ripetuta e associazioni positive, anche un aroma inizialmente rifiutato può diventare più tollerabile o persino piacevole.

Detto questo, se dopo vari tentativi continuate a non sopportare l’odore della cannella, non c’è nulla di sbagliato. È probabile che il vostro DNA abbia già deciso per voi.

Da che parte stai?

La prossima volta che qualcuno vi chiederà se vi piace la cannella, ricordate che la risposta potrebbe dipendere più dai vostri geni che dalle vostre papille gustative. Amare o odiare questa spezia non è solo una questione di gusto: è una questione di biologia.

E come spesso accade nella scienza, anche una semplice spezia ci ricorda quanto siamo complessi, diversi e unici.

Mirella MendonçaMirella Mendonça
Sono responsabile editoriale di Petitchef (Portogallo e Brasile) e una grande appassionata di viaggi e gastronomia mondiale, sempre alla ricerca di nuovi sapori ed esperienze. Tuttavia, per quanto adori esplorare le delizie di diverse culture, la cucina di mia madre rimarrà sempre la mia preferita, con quel sapore unico che solo lei sa creare.

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