I primi d’italia 2026: cosa mangiare a Foligno e cosa prenotare prima che sparisca il posto
mercoledì 23 settembre 2026 10:30 - Daniele Mainieri
Perché sì, si può passeggiare e assaggiare nei Villaggi del Gusto senza trasformare la giornata in una missione militare, ma alcune esperienze richiedono prenotazione obbligatoria. E se l’obiettivo è provare una cena stellata, mettere le mani in pasta o seguire una Food Experience, meglio sapere prima dove andare, quanto costa e a che ora presentarsi.
Perché I Primi d’Italia 2026 vale il viaggio?
I Primi d’Italia 2026 è pensato come un percorso diffuso nel centro storico di Foligno: non un solo stand da raggiungere, ma una mappa golosa tra taverne, palazzi, piazze e auditorium. Il cuore dell’evento sono i Villaggi del Gusto, allestiti nelle taverne dei rioni della Quintana, dove si assaggiano specialità regionali e grandi classici italiani.
La formula piace perché mette insieme due desideri molto italiani: mangiare bene e discutere seriamente su quale primo sia il migliore. Carbonara o amatriciana? Risotto o tortello mantovano? Tartufo o mare? Qui la risposta più sensata è: assaggiare, poi eventualmente litigare con eleganza.
La 27ª edizione porta anche appuntamenti con chef, cooking show, attività per bambini, momenti culturali e incontri dedicati al benessere. Il risultato è un festival adatto a chi vuole pranzare al volo, a chi cerca un weekend gastronomico in Umbria e a chi desidera costruire un piccolo itinerario tra gusto, città e tradizione.
La formula piace perché mette insieme due desideri molto italiani: mangiare bene e discutere seriamente su quale primo sia il migliore. Carbonara o amatriciana? Risotto o tortello mantovano? Tartufo o mare? Qui la risposta più sensata è: assaggiare, poi eventualmente litigare con eleganza.
La 27ª edizione porta anche appuntamenti con chef, cooking show, attività per bambini, momenti culturali e incontri dedicati al benessere. Il risultato è un festival adatto a chi vuole pranzare al volo, a chi cerca un weekend gastronomico in Umbria e a chi desidera costruire un piccolo itinerario tra gusto, città e tradizione.
Cosa si mangia nei Villaggi del Gusto
La domanda è semplice: cosa assaggiare a I Primi d’Italia 2026? La risposta, invece, rischia di allungarsi come una tagliatella ben tirata. Nei Villaggi del Gusto si trovano proposte dedicate alle specialità siciliane, alla carbonara, all’amatriciana, ai risotti e al tortello mantovano, ai primi toscani, ai piatti di mare, al tartufo, ai primi di montagna, alla cucina umbra e alle specialità emiliane e romagnole. È previsto anche un Villaggio Gluten Free, dettaglio importante per chi cerca alternative senza glutine.
Per organizzare gli assaggi senza esagerare subito al primo giro, il consiglio è partire da un criterio: scegliere un grande classico, una proposta regionale meno abituale e un piatto che normalmente non si prepara a casa. In pratica:
Per organizzare gli assaggi senza esagerare subito al primo giro, il consiglio è partire da un criterio: scegliere un grande classico, una proposta regionale meno abituale e un piatto che normalmente non si prepara a casa. In pratica:
- Per i tradizionalisti: carbonara, amatriciana e specialità umbre.
- Per chi ama i sapori intensi: tartufo, montagna e primi toscani.
- Per chi vuole variare: risotti, tortello mantovano, mare e cucina siciliana.
- Per chi ha esigenze specifiche: Villaggio Gluten Free e proposte pensate per un pubblico più ampio.
Quali attività bisogna prenotare
La parte da segnare subito è questa: non tutto funziona ad accesso libero. Alcune attività sono a pagamento e con prenotazione, quindi conviene decidere prima cosa interessa davvero.
Le Food Experience, all’Auditorium Santa Caterina, sono dimostrazioni di cucina con degustazione del piatto presentato e abbinamento con un vino. Il prezzo ufficiale è 5 euro a sessione e la prenotazione è obbligatoria. Sono appuntamenti ideali per chi non vuole solo mangiare, ma capire una tecnica, una ricetta o un prodotto.
A Tavola con le Stelle è invece la parte più gourmet del festival: quattro cene serali, alle 21:00, con chef stellati. Nel programma 2026 sono indicati Maurizio Serva, Giuseppe Iannotti, Mirko Marcelli e Domenico Candela. Anche qui la parola chiave è una sola: prenotare.
C’è poi La Pasta della Nonna, laboratorio pratico a Palazzo Candiotti per imparare formati di pasta fresca come pici, tagliatelle e orecchiette. Le sessioni sono previste alle 17:00, costano 10 euro e richiedono prenotazione. È l’appuntamento giusto per chi, tornando a casa, vuole poter dire: “L’ho fatta io”, possibilmente senza mostrare la cucina dopo.
Le Food Experience, all’Auditorium Santa Caterina, sono dimostrazioni di cucina con degustazione del piatto presentato e abbinamento con un vino. Il prezzo ufficiale è 5 euro a sessione e la prenotazione è obbligatoria. Sono appuntamenti ideali per chi non vuole solo mangiare, ma capire una tecnica, una ricetta o un prodotto.
A Tavola con le Stelle è invece la parte più gourmet del festival: quattro cene serali, alle 21:00, con chef stellati. Nel programma 2026 sono indicati Maurizio Serva, Giuseppe Iannotti, Mirko Marcelli e Domenico Candela. Anche qui la parola chiave è una sola: prenotare.
C’è poi La Pasta della Nonna, laboratorio pratico a Palazzo Candiotti per imparare formati di pasta fresca come pici, tagliatelle e orecchiette. Le sessioni sono previste alle 17:00, costano 10 euro e richiedono prenotazione. È l’appuntamento giusto per chi, tornando a casa, vuole poter dire: “L’ho fatta io”, possibilmente senza mostrare la cucina dopo.
Dove andare se si vuole spendere poco?
Quanto costa entrare a I Primi d’Italia? L’accesso al festival e agli spazi del centro storico è indicato come libero. Questo significa che si può vivere l’atmosfera, seguire parte degli appuntamenti e passeggiare tra le aree senza pagare un biglietto d’ingresso generale.
Il budget cambia in base agli assaggi e alle attività scelte. I Villaggi del Gusto sono la soluzione più immediata per chi vuole provare più piatti senza sedersi a una cena strutturata. Le Food Experience costano poco rispetto al valore dell’esperienza, ma vanno prenotate. I cooking show a Largo Carducci sono indicati come gratuiti e possono essere una buona idea per alternare degustazioni e momenti di intrattenimento.
Chi arriva in gruppo può organizzarsi così: un giro nei Villaggi, una pausa spettacolo o cooking show, poi un secondo assaggio in un’area diversa. Chi invece vuole un’esperienza più speciale può puntare su una cena stellata, tenendo presente che è l’appuntamento più richiesto e meno improvvisabile.
Il budget cambia in base agli assaggi e alle attività scelte. I Villaggi del Gusto sono la soluzione più immediata per chi vuole provare più piatti senza sedersi a una cena strutturata. Le Food Experience costano poco rispetto al valore dell’esperienza, ma vanno prenotate. I cooking show a Largo Carducci sono indicati come gratuiti e possono essere una buona idea per alternare degustazioni e momenti di intrattenimento.
Chi arriva in gruppo può organizzarsi così: un giro nei Villaggi, una pausa spettacolo o cooking show, poi un secondo assaggio in un’area diversa. Chi invece vuole un’esperienza più speciale può puntare su una cena stellata, tenendo presente che è l’appuntamento più richiesto e meno improvvisabile.
Il programma da non perdere tra chef, musica e bambini
Il festival non è solo piatto in mano e tovagliolino di sopravvivenza. Nel programma compaiono ospiti del mondo food e spettacolo, tra cui Luca Pappagallo, Leo Gassmann e Flora Canto, con momenti musicali e intrattenimento in Largo Carducci.
Per le famiglie, la domanda naturale è: I Primi d’Italia è adatto ai bambini? Sì, perché il programma comprende anche attività dedicate ai più piccoli, oltre a un contesto pedonale e diffuso che permette di alternare assaggi, pause e passeggiate nel centro storico. Naturalmente, nei momenti di maggiore affluenza conviene scegliere orari più tranquilli e non concentrare tutto nelle fasce serali.
Interessante anche il lato culturale: visite guidate, aperture museali e appuntamenti collegati alla città permettono di trasformare la giornata in qualcosa di più completo di un semplice pranzo fuori. Il primo piatto resta protagonista, ma Foligno fa da cornice con palazzi, piazze e luoghi storici.
Per le famiglie, la domanda naturale è: I Primi d’Italia è adatto ai bambini? Sì, perché il programma comprende anche attività dedicate ai più piccoli, oltre a un contesto pedonale e diffuso che permette di alternare assaggi, pause e passeggiate nel centro storico. Naturalmente, nei momenti di maggiore affluenza conviene scegliere orari più tranquilli e non concentrare tutto nelle fasce serali.
Interessante anche il lato culturale: visite guidate, aperture museali e appuntamenti collegati alla città permettono di trasformare la giornata in qualcosa di più completo di un semplice pranzo fuori. Il primo piatto resta protagonista, ma Foligno fa da cornice con palazzi, piazze e luoghi storici.
Informazioni utili da ricordare
Ecco il riepilogo pratico per organizzare la visita a I Primi d’Italia 2026 a Foligno:
- Date: da giovedì 24 a domenica 27 settembre 2026.
- Dove: centro storico di Foligno, in provincia di Perugia.
- Orari: giovedì 24 settembre dalle 16:00 alle 23:00; venerdì 25, sabato 26 e domenica 27 settembre dalle 10:00 alle 23:00.
- Ingresso: libero per le aree del festival.
- Degustazioni nei Villaggi del Gusto: 6 euro singola degustazione; 10 euro bis o tris.
- Food Experience: 5 euro a sessione, con prenotazione obbligatoria.
- La Pasta della Nonna: 10 euro a sessione, su prenotazione, a Palazzo Candiotti.
- Cene A Tavola con le Stelle: ore 21:00, su prenotazione obbligatoria.
- Cooking show: gratuiti a Largo Carducci, secondo programma.
- Musei e visite: alcune aperture e visite culturali hanno orari e condizioni specifiche, da controllare prima di partire.
Prima di partire: come costruire il proprio giro
Il modo migliore per vivere I Primi d’Italia 2026 è non voler fare tutto. Sembra un consiglio controintuitivo, ma funziona: scegliere due o tre assaggi, una sola attività su prenotazione e un momento gratuito permette di godersi il festival senza trasformarlo in una gara di resistenza gastronomica.
Chi visita Foligno per la prima volta può iniziare dai Villaggi del Gusto, poi inserire una Food Experience nel pomeriggio e chiudere con musica o spettacolo. Chi invece cerca un’esperienza più intensa può costruire la giornata attorno a una cena stellata o a un laboratorio di pasta fresca.
In ogni caso, il bello di questo festival è proprio la sua promessa più semplice: raccontare l’Italia attraverso i primi piatti. E in un Paese dove un piatto di pasta può diventare memoria, discussione, viaggio e festa, Foligno per quattro giorni sembra davvero il posto giusto dove farsi venire fame.
Chi visita Foligno per la prima volta può iniziare dai Villaggi del Gusto, poi inserire una Food Experience nel pomeriggio e chiudere con musica o spettacolo. Chi invece cerca un’esperienza più intensa può costruire la giornata attorno a una cena stellata o a un laboratorio di pasta fresca.
In ogni caso, il bello di questo festival è proprio la sua promessa più semplice: raccontare l’Italia attraverso i primi piatti. E in un Paese dove un piatto di pasta può diventare memoria, discussione, viaggio e festa, Foligno per quattro giorni sembra davvero il posto giusto dove farsi venire fame.
Daniele MainieriOgni giorno mi immergo con curiosità nel mondo della cucina e del vino, alla ricerca di nuovi sapori, ricette e belle scoperte da condividere. Dai piatti della nonna alle tendenze gastronomiche del momento, passando per gli abbinamenti che fanno davvero la differenza. Da oltre 10 anni lavoro nella comunicazione food & wine e oggi sono responsabile editoriale della versione italiana di Petitchef.
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