"Il cuoco giapponese": il romanzo di Lucia Visonà che profuma di Parigi, cucina e amicizia
Ci sono libri che raccontano una storia, e poi ci sono libri che riescono anche a farti sentire un’atmosfera addosso. "Il cuoco giapponese" di Lucia Visonà appartiene a questa seconda categoria: è uno di quei romanzi che sanno di burro, vino bianco, pane caldo e strade percorse senza fretta, con Parigi sullo sfondo a fare da cornice sentimentale e insieme da protagonista silenziosa.
Al centro della storia c’è Hugo, un ragazzo arrivato nella capitale francese per studiare alla Sorbona, ma che capisce molto presto di non avere nessuna vera vocazione per la vita universitaria. Più che nelle aule, Hugo sembra sentirsi vivo altrove: nei boulevard, nei caffè, nelle piazze, nei tragitti senza meta di una città che osserva e assorbe. In lui c’è quella sospensione tipica di certi vent’anni, quando non si sa ancora bene chi si diventerà, ma si intuisce che la risposta non arriverà seguendo il percorso previsto.
L’incontro che cambia tutto è quello con Madame Laval, figura irresistibile, teatrale, traboccante di appetito e parole. È lei a trascinarlo dentro un mondo fatto di tavole apparecchiate, locali mitici, fughe rocambolesche e lezioni di gusto che vanno ben oltre la cucina. Fin dalle prime pagine si intuisce il tono del romanzo: lieve ma mai vuoto, ironico ma capace di toccare corde profonde. E in questo equilibrio sta una delle sue qualità più belle. Non a caso, lo sguardo di Margot viene descritto come “uno sguardo furbo, divertito”, in cui Hugo sembra cogliere insieme il passato e “la promessa di nuove meraviglie”.
"Il cuoco giapponese" di Lucia Visonà è disponibile in libreria
Pubblicato da Einaudi, "Il cuoco giapponese" è il romanzo d’esordio di Lucia Visonà. È una storia delicata e brillante, costruita attorno a un’amicizia fuori dagli schemi e a una Parigi che si svela attraverso i suoi sapori. Il titolo gioca subito con il lettore, perché il cuoco giapponese in realtà giapponese non è. Hugo viene da un piccolo paese della Francia, e quel soprannome gli viene dato proprio da Madame Laval, con il suo gusto per l’invenzione e per le vite un po’ romanzate. “Fa più interessante, chéri”, gli dice, e in questa battuta c’è già tutto il suo personaggio.
Da quel momento, Margot lo trascina in una Parigi gastronomica, segreta e affascinante. Tra ristoranti, vini, piatti memorabili e indirizzi da custodire, il romanzo costruisce una mappa sentimentale della città. Bellissima, in questo senso, è l’immagine che la riassume: “Paname è l’aperitivo di tutte le cucine del mondo”.
Un romanzo che racconta la cucina come scoperta di sé
Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è il modo in cui la cucina diventa molto più di un semplice sfondo narrativo. Il cibo diventa un linguaggio attraverso cui passano identità, desideri, relazioni e trasformazioni personali. Hugo si avvicina a questo mondo quasi per caso, senza una vocazione dichiarata o un destino già scritto, ed è proprio questa incertezza a renderlo un personaggio autentico e vicino al lettore.
Lucia Visonà racconta con delicatezza una crescita lenta, fatta più di intuizioni che di svolte improvvise. Hugo non cambia dall’oggi al domani: poco alla volta inizia a riconoscersi in ciò che fa e a capire che la cucina può diventare un modo diverso di stare al mondo. Nel corso della storia ritorna spesso quella sensazione sospesa e vertiginosa che accompagna i momenti in cui tutto sembra ancora possibile, quando la libertà apre davanti a sé un futuro pieno di strade da esplorare.
Una Parigi golosa e piena di fascino
Anche l’ambientazione è uno dei punti forti del romanzo. La Parigi di Lucia Visonà non è mai una semplice cartolina: è concreta, viva, fatta di bistrot, métro, tavolini all’aperto e locali che sembrano custodire storie oltre che ricette. La scrittura è nitida, elegante e molto visiva. Riesce a essere ironica e delicata insieme, lasciando impressi dettagli piccoli ma memorabili. Il risultato è un libro piacevole e luminoso, che ricorda quanto possano contare gli incontri giusti, i sapori condivisi e quei momenti in cui la vita, all’improvviso, ricomincia ad avere gusto.
Editore: Einaudi
Pagine: 200
Prezzo: 17,50 €
Daniele Mainieri
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