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Crostini di capperi e pinoli

da Una finestra di fronte (Vedere il suo sito)



Chi ha reso grande nel mondo la tradizione gastronomica italiana, defininendosi ?semplice dilettante? redarguiva:
La cucina è una bricconcella; spesso e volentieri fa disperare, ma dà anche piacere, perché quelle volte che riuscite o che avete superata una difficoltà, provate compiacimento e cantate vittoria.
Diffidate dei libri che trattano di quest'arte: Sono la maggior parte fallaci o incomprensibili, specialmente quelli italiani; meno peggio i francesi: al più al più, tanto dagli uni che dagli altri potrete attingere qualche nozione utile quando l?arte la conoscete.
Se non si ha la pretesa di diventare un cuoco di baldacchino non credo sia necessario per riuscire, di nascere con una cazzaruola in capo basta la passione, molta attenzione e l'avvezzarsi precisi: poi scegliete sempre per materia prima roba della più fine, che questa vi farà figurare.
Il miglior maestro è la pratica sotto un esercente capace; ma anche senza di esso, con una scorta simile a questa mia, mettendovi con molto impegno al lavoro, potrete, io spero, annaspar qualche cosa.
Confortata da ciò, ho voluto sperimentare un esempio dell?Arte di mangiar bene: una morbida crema fondente che va ad avvolgere un mix dolce-salato, su una base di pane tostato ? concedendomi una piccola variante campanilista, la sostituzione del prosciutto crudo con il capocollo calabrese* home made, nel rispetto della tradizione.

Crostini di capperi e pinoli



Crostini di capperi (Titolo originale)

Ingredienti
50 capperi sotto sale (ric. orig. capperi sott?aceto)
50 g zucchero semolato (ric. orig. zucchero a velo)
20 g farina
30 g uvetta passa
20 g pinoli
20 g capocollo calabrese home made (ric. orig. prosciutto crudo)
20 g canditi
pane casereccio
aceto di vino


Preparazione. Tritare grossolanamente a coltello i capperi, l?uvetta (fatta rinvenire in acqua e strizzata), il capocollo, i pinoli e i canditi.
Mettere sul fuoco, in un pentolino lo zucchero e la farina e, dopo averli fatti scaldare (non attendere troppo, in quanto lo zucchero potrebbe caramellarsi) ed aggiungere mezzo bicchiere d?acqua e pochissimo aceto.
Quando i grumi saranno sciolti, versarvi il trito e farli andare per qualche minuto, finché il composto non diventerà cremoso.
Con questo ricoprire le fette di pane precedentemente tostate e servire. [Ricetta tratta da La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene di P. Artusi]


* Nota di gusto: Molti insaccati calabresi sono realizzati con le pregiati carni del maiale nero, una specie autoctona di allevamento semibrado. Le sue carni dalle particolari proprietà organolettiche, sono magre e sapide, sode e compatte, con buona colorazione del muscolo.
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Questi Crostini di capperi e pinoli con glassa in agrodolce, partecipano alla raccolta BruschetTiAmo di luca & sabrina- sapori divini


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News ? Pellegrino Artusi e la cucina di casa
Per una preziosa rilettura, utile e prezioso approfondimento dell'opera del grande gastronomo, può rivelarsi ?Pellegrino Artusi e la cucina di casa? di M. Fabretti.

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