
Neanche me la ricordo più ormai la prima volta che sono stata in Inghilterra… ero poco più che una bimba, e mai avrei immaginato che quella terra sconosciuta e distante mi sarebbe rimasta impressa sulla pelle e nel cuore come un tatuaggio…
Ogni volta è una prima volta: gli occhi e la mente catturano immagini, sensazioni, esperienze nuove che incontrano quelle passate andando sempre più a raffinare la mia idea di Inghilterra…
E ne succedono di cose da ricordare in a fortnight’s time…


Non è più l’insieme a colpirmi e a restarmi impresso, quello è già indilebile, ma è un dettaglio, un pezzo di cielo dai colori sgargianti, un fiore rosso acceso, una collezione di elefanti di legno, uno spartito aperto su un pianoforte che lascia vagare la fantasia, una piantina col mio nome venduta al farmer’s market una domenica mattina…


E allo stesso modo, non ricordo la scansione delle giornate (si tratta pur sempre di lavoro), ma piccoli momenti, istanti che passano veloci ma che faticheranno a cancellarsi dalla memoria: le ales bevute a pinte al pub insieme a mio fratello, le chips troppo imbevute di aceto, il garlic bread per combattere il presagio della febbre, le lacrime versate quando credevo di non farcela più a combattere, un’ora scarsa di sonno spesa sulle poltroncine del bar di un albergo di lusso, un abbraccio commosso e un arrivederci alla prossima volta…
Tutto questo in a fortnight’s time.
In a fortnight’s time
You will be mine
I’ll bide my time
[Maximo Park]
